"FONDAZIONE E. MUNER DE GIUDICI"

Azienda Pubblica per i Servizi alla Persona

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STATUTO DELL’A.S.P.

Approvato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 47 del 15/12/2005 e modificato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 7 del 19/01/2006

Il nuovo testo dello statuto della Fondazione E. Muner De Giudici, con sede in Lovaria di Pradamano, in Provincia di Udine, in relazione alle modificazioni proposte dal Consiglio di Amministrazione dell'Ente stesso, ed a seguito della L.R. n. 19/2003, di riforma delle I.P.A.B., composto di n. 28 articoli, è il seguente: 

CAPO I

DISPOSIZIONI GENERALI

 

Art. 1

Origine

1. La Fondazione E. Muner De Giudici, di seguito denominata “Azienda”, è un’azienda pubblica di servizi alla persona.

2. La sua sede legale è sita in Lovaria di Pradamano.

3.L’Azienda, nella forma giuridica attuale, è il risultato della trasformazione dell’I.P.A.B. omonima, in attuazione della L.R. 11 dicembre 2003, n. 19, come di seguito descritto:

L’Ente trae origine dal testamento olografo della signora Emilia Muner, vedova del Cavaliere Leonardo de Giudici di Tolmezzo, in data 18 dicembre 1909, pubblicato dal notaio Vittore Marpillero di Arta, con istromento 7 settembre 1910, n. 425.

Il suo patrimonio è inizialmente costituito da una villa situata nel paese di Lovaria, da terreni e fabbricati rustici posti in diversi comuni della Provincia di Udine, valutati in L. 1.000.000.-, nonché da lire 200.000.- in denaro e titoli di rendita pubblica, come da inventario in data 2 febbraio 1928.

L'Istituzione è stata eretta in Istituto pubblico di assistenza e beneficenza con Regio Decreto 25 marzo 1929, che ne ha contestualmente approvato lo Statuto. Lo Statuto è stato poi modificato con Decreto dell'Assessore regionale agli EE.LL. n. 44 del 30 maggio 1983.

 

Art. 2

Scopi istituzionali

1. L’Azienda non ha fini di lucro, ha personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia statutaria, patrimoniale, contabile, gestionale, tecnica ed opera con criteri imprenditoriali. Essa informa la sua attività di gestione a criteri di efficienza, efficacia ed economicità, nel rispetto del pareggio di bilancio.

2. L’Azienda persegue fini sociali, assistenziali e sanitari, senza scopo di lucro, e si prefigge:

a) di accogliere nella propria struttura le persone autosufficienti e non autosufficienti di ambo i sessi che, a causa dell’età, delle condizioni fisiche precarie, e/o della mancanza di familiari, esprimono bisogni di tipo socio assistenziale e/o sanitario-riabilitativo, non soddisfatti da altri servizi presenti sul territorio;

b) di ospitare temporaneamente e per brevi periodi di tempo in cui non possono essere assistite dai familiari, le persone che abbisognano di assistenza;

c) di mettere a disposizione di Enti, Associazioni, Cooperative Sociali o privati, per il perseguimento di finalità analoghe a quelle dell’Istituzione, i propri locali e le attrezzature e quando questi non saranno utilizzati direttamente dalla struttura, regolamentando con apposito atto l’uso e la gestione ed impiegando gli eventuali proventi per i fabbisogni degli Ospiti della Struttura;

d) di ospitare, durante le ore diurne, quelle persone che i Servizi competenti sul territorio segnaleranno, al fine di evitare i ricoveri impropri e favorire l’integrazione fra gli ospiti interni ed anziani o inabili esterni.

e) di partecipare, anche in forma associata e/o convenzionata alla programmazione e gestione dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari sul territorio;

3. In via prioritaria, lo scopo di accoglienza ed assistenza sarà rivolto ai cittadini residenti nel Comune di Pradamano.

4. Nell’ambito della sua autonomia l’Azienda può porre in essere tutti gli atti ed i negozi, anche di diritto privato, funzionali al perseguimento dei propri scopi istituzionali e all’assolvimento degli impegni assunti in sede di programmazione regionale. In particolare può partecipare o costituire società, nonché istituire fondazioni di diritto privato, al fine di svolgere attività strumentali al conseguimento dei fini istituzionali, nonché di provvedere alla gestione e alla manutenzione del proprio patrimonio.

 

Art. 3

Patrimonio

1. L'Azienda provvede ai suoi scopi con rendite patrimoniali, con le contribuzioni pagate per i servizi resi, e con ogni altro provento non destinato ad aumentare il patrimonio.

2. Il patrimonio dell’Azienda è costituito dai beni mobili e immobili quali risultanti dall’inventario redatto in sede di trasformazione in Azienda in Servizi alla Persona, nonché da tutti i beni comunque acquisiti nell’esercizio della propria attività, o a seguito di atti di liberalità.

3. Il patrimonio aziendale è consolidato con l’acquisizione di donazioni, di lasciti e delle elargizioni non vincolate all’erogazione, e mediante la capitalizzazione del risultato positivo della gestione alla chiusura dell’esercizio contabile annuale.

 

Art. 4

Forme di cooperazione e collaborazione

1. L’Azienda è inserita a tutti gli effetti nel sistema integrato di interventi e servizi sociali, partecipa alla programmazione in ambito locale, adotta forme di cooperazione e di collaborazione secondo le modalità previste dalla normativa regionale.

2. L’attività dell’Azienda si integra e si coordina con gli interventi e le politiche socio-assistenziali e socio-sanitarie della Regione e dei Comuni.

3. L’Azienda persegue la collaborazione istituzionale con ogni altro soggetto pubblico o privato operante nel settore dei servizi alla persona. Le forme di collaborazione per la gestione dei servizi sono disciplinate mediante convenzione.

CAPO II

 

ORGANI

Art. 5

Organi dell’Azienda

1. Sono organi dell’Azienda:

Il Consiglio di Amministrazione;

Il Presidente;

 

 Art. 6

Composizione e nomina del consiglio di amministrazione

1. Il consiglio di amministrazione è formato da cinque componenti, ivi compreso il presidente, nominati dal Sindaco del Comune di Pradamano, di cui uno in rappresentanza degli eredi della donatrice sig.ra Emilia Muner de Giudici, di cui all’art. 1, comma 3

2. I componenti del consiglio di amministrazione devono disporre dei requisiti necessari per l’elezione a consigliere comunale.

3. Il mandato del consiglio di amministrazione ha durata quinquennale; i consiglieri nominati dal Sindaco del Comune di Pradamano non possono restare in carica per più di tre mandati.

4. Le funzioni di Presidente e di Consigliere di Amministrazione sono gratuite, tuttavia ai componenti il consiglio di amministrazione spetta l’indennità di missione con le modalità previste per gli Amministratori degli enti locali, per la partecipazione ad attività nell’interesse dell’Azienda.

5. Il consigliere nominato in sostituzione di altro cessato dalla carica per qualsiasi motivo, rimane in carica quanto avrebbe dovuto rimanere il predecessore.

 

 Art. 7

Decadenza e revoca degli amministratori

1. I componenti il consiglio di amministrazione che, senza giustificato motivo, non intervengano per tre sedute consecutive, decadono dalla carica. La decadenza e’ pronunciata dal consiglio di amministrazione e contestualmente comunicata per la relativa sostituzione.

2. Gli enti locali che provvedono alla nomina degli amministratori possono revocarli nei casi previsti dai rispettivi ordinamenti.

3. La decadenza degli amministratori è altresì disposta dal consiglio di amministrazione per loro gravi violazioni di legge e del presente Statuto ed in particolare:

a) per gravi ed accertate irregolarità ed inerzia nell’esecuzione del mandato;

b) per la sussistenza di cause di incompatibilità.

4. La decadenza di cui al comma 3 è disposta previa contestazione degli addebiti e seguente contraddittorio in forma scritta.

 

 Art. 8

Competenze del consiglio di amministrazione

1. Il Consiglio di Amministrazione svolge le funzioni attribuitegli dalla legge, e in particolare determina l’indirizzo politico-amministrativo dell’Azienda, definendone gli obiettivi e i programmi di attività  e di sviluppo, con l’adozione di atti fondamentali, di programmazione e di altre deliberazioni previste dal presente Statuto. Verifica l’azione amministrativa e gestionale dell’Azienda, anche relativamente alla rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e di gestione agli indirizzi impartiti.

2. E’ comunque riservata al Consiglio di Amministrazione la competenza a deliberare:

a) la nomina del Direttore, nei modi e termini stabiliti dalla legge e dal Regolamento di organizzazione;

b) l’approvazione del bilancio preventivo, delle sue variazioni e del conto consuntivo;

c) l’approvazione del piano esecutivo di gestione;

d) l’approvazione di Statuto, Regolamenti e convenzioni;

e) la disciplina dello stato giuridico ed economico del personale;

f) la costituzione, attiva e passiva, in giudizio;

g) l’accettazione di lasciti e donazioni.

3. Il Consiglio esercita inoltre tutte le funzioni e i poteri di natura non gestionale non espressamente attribuiti ad organi diversi dell’Azienda

 

Art. 9

Modalità di funzionamento del consiglio di amministrazione

1. Il consiglio di amministrazione è costituito nel momento in cui le nomine pervengono all’Azienda ed inizia ad operare a decorrere dalla sua prima seduta.

2. La prima seduta del consiglio di amministrazione è convocata in una data compresa entro i dieci giorni successivi all’avvenuta completa designazione dei componenti, ed è presieduta dal componente più anziano d’età.

 

Art. 10

Adunanze e funzionamento del Consiglio di Amministrazione

1. Le adunanze del Consiglio di Amministrazione sono ordinarie e straordinarie.

2. Le prime riguardano l’approvazione del conto consuntivo e del bilancio di previsione; le altre si tengono ogni qualvolta lo richieda una necessità, sia per decisione del Presidente, sia per iniziativa motivata e sottoscritta da almeno due componenti il Consiglio di Amministrazione.

3. La convocazione del Presidente avviene con invito scritto contenente il luogo, la data e l’ora della riunione, l’ordine del giorno degli argomenti da trattare e deve essere consegnato al domicilio dei componenti il Consiglio almeno tre giorni liberi prima di quello fissato per l’adunanza; in casi d’urgenza tale termine può essere ridotto 24 ore.

4. Le pratiche da trattare, corredate dalle proposte di deliberazione e quanto altro utile ai fini di un approfondito esame da parte dei Consiglieri, saranno a disposizione almeno 24 ore prima della seduta.

5. Non possono venire deliberati argomenti che non siano stati iscritti all’Ordine del giorno ( se non per ragioni di urgenza, insorte dopo la convocazione del Consiglio) a meno che alla seduta non siano presenti tutti i componenti il Consiglio, che approvino all’unanimità la proposta di discussione dell’argomento.

6. Il Consiglio di Amministrazione può inoltre riunirsi su invito del Presidente fatto alla presenza di tutti i Consiglieri, nel caso di una adunanza del Consiglio stesso: in tal caso non saranno necessari i termini di cui al comma 3, ma l’adunanza dovrà tenersi non prima dei successivi due giorni o, in caso d’urgenza, nel giorno successivo. Con lo stesso criterio si potrà procedere per la prosecuzione dei lavori interrotti, nel qual caso la data di differimento sarà comunicata senza indugio ai soli Consiglieri assenti alla seduta interrotta, con indicazione degli argomenti rimasti da trattare.

7. Per la validità della seduta devono essere presenti almeno tre componenti il Consiglio di Amministrazione e le deliberazioni devono essere approvate a maggioranza dei presenti.

8. Le votazioni di regola si svolgono in forma palese. Sono però sempre a voti segreti quando riguardano le persone.

9. A parità di voti la proposta si intende respinta.

10. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione può ammettere durante la discussione, l’intervento di dipendenti, di consulenti o di esperti, a fini informativi.

  

Art. 11

Verbali

1. I processi verbali delle adunanze sono stesi dal Direttore e devono essere firmati dallo stesso, oltre che dal Presidente.

2. Il verbale della discussione può essere sostituito dalla registrazione dello stesso, conservata a cura del Direttore. Negli altri casi, il verbale delle discussioni sarà costituito dal testo degli interventi come fornito al verbalizzante dagli intervenuti, o dal testo dettato dagli intervenuti stessi

3. Nel caso in cui venga trattato un argomento al quale il Direttore sia interessato, le funzioni dello stesso saranno svolte da un Consigliere incaricato dal Presidente.

Art. 12

Il Presidente

1. Il Presidente e’ nominato dal Consiglio di Amministrazione, tra i suoi componenti, a maggioranza assoluta dei componenti assegnati, nella sua prima riunione, convocata e presieduta dal Consigliere più anziano di età.

2. Il Presidente è il legale rappresentante dell’Azienda, esercita tutte le funzioni che gli sono attribuite dallo Statuto e dai Regolamenti, promuove e dirige l’attività del Consiglio di Amministrazione, controlla l’esecuzione delle delibere, sovrintende al funzionamento dei Servizi e degli Uffici, e, in particolare:

a) convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione, fissando il relativo ordine del giorno, esercita la superiore vigilanza sul buon andamento dell’Azienda, vigila sull’esecuzione delle deliberazioni adottate dal Consiglio;

b) assicura i contatti esterni di natura politico-istituzionale.

3. In caso di impedimento o di assenza per qualsivoglia motivo del Presidente, le sue funzioni vengono assunte dal vicepresidente.

Art. 13

Il vicepresidente

1. Il vicepresidente è eletto, a maggioranza assoluta, dal consiglio di amministrazione fra i suoi componenti.

2. In caso di assenza o impedimento del vicepresidente, le sue funzioni sono svolte dal consigliere più anziano di età.

CAPO III

AMMINISTRAZIONE GENERALE

 

Art. 14

Principi strutturali ed organizzativi

1. L'amministrazione dell’Azienda si attua mediante un’attività per obiettivi, e deve essere informata ai seguenti principi:

a)  organizzazione del lavoro per progetti - obiettivo e per programmi, oltre che per singoli atti;

b) analisi e individuazione delle produttività e del grado di efficacia dell’attività svolta da ciascun elemento dell'apparato;

c)  individuazione di responsabilità strettamente collegata all'ambito di autonomia decisionale dei soggetti;

d) superamento della separazione rigida delle competenze nella divisione del lavoro e massima flessibilità delle strutture e del personale.

 

  Art. 15

Organizzazione degli Uffici e del Personale

1. L'organizzazione della struttura, diretta a conseguire i fini istituzionali dell'ente secondo le norme del regolamento, è articolata in uffici e servizi, collegati funzionalmente al fine di conseguire gli obiettivi assegnati.

2. L’Azienda disciplina con appositi atti la dotazione organica del personale e l’organizzazione degli uffici e dei servizi sulla base della distinzione tra funzione politica e di controllo, attribuita al Consiglio di Amministrazione e al Presidente, e funzione amministrativa, attribuita al direttore generale e ai responsabili degli uffici e dei servizi.

3. Gli uffici sono organizzati secondo principi di autonomia, trasparenza ed efficienza, e criteri di funzionalità, economicità di gestione e flessibilità della struttura.

4. I servizi e gli uffici operano sulla base dell’individuazione delle esigenze degli utenti, adeguando costantemente la propria azione e i servizi offerti, verificandone la rispondenza ai bisogni e l’economicità.

5. Gli orari dei servizi aperti al pubblico vengono fissati per il miglior soddisfacimento delle esigenze degli utenti, tenuto conto delle esigenze operative, con provvedimento del Consiglio di Amministrazione.

 

Art.16

Regolamento degli uffici e dei servizi

1. L’Azienda, attraverso il regolamento di organizzazione, stabilisce le norme generali per l’organizzazione e il funzionamento degli uffici e, in particolare, le attribuzioni e le responsabilità di ciascun capo servizio o ufficio, i rapporti reciproci tra uffici e servizi, e tra questi e il direttore e gli organi amministrativi.

2. Il regolamento si uniforma al principio della separazione delle funzioni di indirizzo e controllo dalle funzioni gestionali.

3. L’Azienda recepisce e applica gli accordi collettivi nazionali e regionali approvati nelle forme di legge, e tutela la libera organizzazione sindacale dei dipendenti, stipulando con le rappresentanze sindacali gli accordi collettivi decentrati ai sensi delle norme di legge e delle disposizioni contrattuali in vigore.

4. La dotazione organica del personale è proposta periodicamente dal Direttore dell’Azienda, facendo ricorso al metodo della programmazione e verifica periodica, e approvata dal Consiglio di Amministrazione, nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge e di contrattazione collettiva, sulla scorta delle effettive necessità funzionali connesse con gli obiettivi dell’Azienda e del livello dei servizi erogati.

5. I requisiti e le modalità di assunzione del personale sono stabiliti dal Regolamento di organizzazione dell'Azienda, in conformità ai principi di buon andamento, imparzialità, efficienza ed economicità e nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge e di contrattazione collettiva.

6. Possono essere utilizzate forme di lavoro temporaneo ed altre forme di flessibilità, nel rispetto della legge e dei contratti collettivi.

 

 Art. 17

Diritti e doveri dei dipendenti

1. I dipendenti svolgono la propria attività al servizio e nell’interesse degli utenti.

2. Ogni dipendente è tenuto ad assolvere con correttezza e tempestività gli incarichi dei rispettivi uffici e servizi e, nel rispetto delle competenze dei rispettivi ruoli, a raggiungere gli obiettivi assegnati. Egli è altresì direttamente responsabile verso i propri superiori e l’Amministrazione degli atti compiuti e dei risultati conseguiti nell’esercizio delle proprie funzioni.

3. Il regolamento determina le condizioni e le modalità con le quali l’Azienda promuove l’aggiornamento e la formazione professionale del personale, assicura condizioni di lavoro idonee a preservarne la salute psicofisica, e garantisce pieno ed effettivo esercizio delle libertà e dei diritti sindacali.

 

Art. 18

Direttore generale

1. Il Direttore deve essere scelto fra persone aventi specifica e documentata esperienza professionale e tecnica, nonché approfondita conoscenza della gestione di enti o aziende socio-assistenziali o socio-sanitarie. In ogni caso deve aver maturato esperienza almeno quinquennale in ruoli con responsabilità di unità organizzativa maturata presso enti esercenti attività simili o comunque attinenti a quelle gestite dalla presente azienda, privati o pubblici (nonché presso enti locali). Il contratto di lavoro del Direttore è regolato entro i limiti previsti dall’art. 8, comma 2, della L.R. n. 19/2003.-

2. Il Direttore e’ il Responsabile della gestione amministrativa e finanziaria dell’Ente e, come tale, adotta tutti i provvedimenti (determinazioni) di organizzazione delle risorse umane e strumentali disponibili, compresi quelli che impegnano l’Ente verso l’esterno, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Consiglio di Amministrazione, rispondendo dei risultati ottenuti; le determinazioni sono immediatamente eseguibili, e alle stesse deve essere data adeguata pubblicità, nelle forme stabilite dall’apposito regolamento.

3. Il Direttore provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli Organi di governo dell’Ente, secondo le direttive che, al riguardo, gli impartisce il Presidente. In particolare il Direttore:

a)  predispone la proposta di piano esecutivo di gestione e del piano dettagliato degli

obiettivi, sulla base degli indirizzi forniti dall’Amministrazione;

b)  predispone, sulla base delle direttive stabilite dal Presidente, programmi organizzativi o di attuazione, relazioni o studi particolari;

c)  organizza e dirige il personale, coerentemente con gli indirizzi funzionali stabiliti dal Presidente e dal Consiglio d Amministrazione;

d)  verifica l’efficacia e l’efficienza dell’attività degli uffici e dei servizi;

e)  riesamina annualmente, sentiti i responsabili degli uffici e dei servizi, l’assetto organizzativo dell’Ente e la distribuzione dell’organico, proponendo all’Amministrazione eventuali provvedimenti.

f)  compie tutti gli atti di gestione che gli sono affidati dal presente Statuto, dai Regolamenti e dal Piano esecutivo di gestione.

g) partecipa alle sedute del Consiglio di Amministrazione con voto consultivo e ne redige i verbali

4. Il Direttore Generale risponde del proprio operato all’organo di amministrazione dell’Azienda in relazione al raggiungimento degli obiettivi concordati in sede di programmazione delle attività.

5. In caso di reiterata inosservanza delle direttive impartite o qualora durante la gestione si verifichi il rischio di un risultato negativo, il Consiglio di Amministrazione può recedere dal contratto di lavoro con il Direttore Generale, secondo le disposizioni del codice civile e dei contratti collettivi vigenti.

 

 Art. 19

Collaborazioni

1. Per la realizzazione delle finalità statutarie l’Azienda si avvale anche – a titolo alternativo o complementare – degli apporti collaborativi esterni che risultino opportuni sotto il profilo economico - funzionale, nelle forme di prestazioni d’opera, appalti ed altre previste dalla legge .

2. Può inoltre avvalersi dell’opera dei volontari singoli ed associati, come previsto dal Regolamento di organizzazione.

CAPO IV

 

ORDINAMENTO CONTABILE

 

Art. 20

Bilanci

1. L’ordinamento contabile dell’Azienda ed i suoi atti fondamentali sono disciplinati dalla Legge, dallo Statuto e dal Regolamento di contabilità dell’Azienda.

2. L’esercizio aziendale coincide con l’anno solare.

3.Entro il 31 dicembre di ogni anno il Consiglio di Amministrazione delibera il bilancio preventivo annuale relativo all’esercizio successivo, la relazione illustrativa allo stesso, riferita anche ai programmi che l’Azienda intende sviluppare, e il piano esecutivo di gestione, documento con il quale, secondo le modalità indicate nel regolamento di contabilità, vengono assegnati i budget di spesa al Direttore e ai responsabili dei servizi, definiti gli obiettivi ed i criteri di valutazione del raggiungimento degli stessi.

4. Entro il 30 giugno dell’esercizio successivo, il Consiglio di Amministrazione delibera il rendiconto con il quale si dimostra il risultato della gestione.

5. Il rendiconto è composto da:

a) Conto del bilancio;

b) Conto del patrimonio;

c) Relazione morale approvata dal Consiglio di Amministrazione;

5. I documenti contabili di cui sopra sottostanno a requisiti minimi di uniformità appositamente previsti da atti normativi e regolamentari adottati dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

6. Le deliberazioni relative all’approvazione del bilancio di previsione e delle relative variazioni, del rendiconto, e di assunzione di mutui, vengono trasmesse all’organo di revisione contabile per la relazione di sua competenza. Il Regolamento di contabilità dell’Azienda disciplina le fasi della revisione e gli adempimenti successivi ad essa.

 

 Art. 21

Gestione del patrimonio

1. L’Azienda è titolare di un proprio patrimonio contabilizzato in appositi inventari.

2. Tutti i beni conferiti in dotazione - come pure i beni direttamente acquistati dall’Azienda - sono iscritti nel libro dei cespiti e presso i pubblici registri immobiliari e mobiliari, secondo le norme di legge.

3. L’Azienda ha la piena disponibilità del patrimonio aziendale secondo il regime della proprietà privata e il rispetto dell’eventuale vincolo di destinazione indicato dal fondatore, salvo quanto disposto dal successivo comma 4.

4. I beni mobili ed immobili direttamente o indirettamente strumentali all’esercizio di funzioni istituzionali costituiscono patrimonio indisponibile soggetto alla disciplina dell’art. 828, comma 2, del Codice Civile. Il vincolo di indisponibilità grava, in caso di sostituzione di beni mobili per degrado o adeguamento tecnologico, sui beni acquistati in loro sostituzione, e, in caso di trasferimento dei servizi pubblici in altri immobili appositamente acquistati o ristrutturati, il vincolo di indisponibilità graverà sui nuovi immobili.

5. I beni immobili e mobili sostituiti entrano automaticamente a far parte del patrimonio disponibile.

6. Le rendite patrimoniali nette concorrono alla gestione ordinaria del bilancio e possono altresì essere impiegate nella realizzazione di strutture e nell’acquisizione di strumenti utili per i propri scopi istituzionali, cui non si possa provvedere con i mezzi ordinari.

7. In ordine al patrimonio disponibile trova applicazione il disposto dell’art. 9, comma 9, della L.R. 19/2003.

8. L’eventuale affidamento della gestione patrimoniale a soggetti esterni avviene in base a criteri comparativi di scelta rispondenti all’esclusivo interesse dell’Azienda.

  

Art. 22

Revisore

1. Il Consiglio di Amministrazione nomina un revisore contabile, anche in forma associata, iscritto al registro dei revisori contabili e la cui durata in carica, non rinnovabile, non può essere superiore a cinque anni.

2. Le funzioni e le competenze del Revisore sono definite nel Regolamento di contabilità, e sono regolate in  apposita convenzione.

CAPO V

 

PARTECIPAZIONE

Art. 24

1. L’Azienda favorisce la formazione, sostiene e valorizza gli organismi a base associativa che concorrono alla gestione dei servizi, che perseguono finalità di assistenza, scientifiche, culturali, religiose, di promozione sociale e civile, culturale, sportivo e del tempo libero.

2. E' assicurato alle associazioni ed alle organizzazioni di volontariato, aventi riferimento locale, l'accesso alle strutture ed ai servizi dell'ente ai fini di realizzare una collaborazione progettuale e gestionale su specifici problemi.

3. L’Azienda, con apposito regolamento, prevede altresì gli organismi di partecipazione degli utenti, con funzione consultiva.

 

 Art. 25

Carta dei servizi

1. Il Consiglio di Amministrazione adotta la “ Carta dei Servizi ”, nella quale vengono definiti gli impegni dell’Azienda nei confronti degli utenti.

Art. 26

Interventi nel procedimento amministrativo

1. In applicazione dell’art. 9 della Legge 7 agosto 1990, n. 241, i soggetti coinvolti in un procedimento amministrativo hanno facoltà di intervenirvi, tranne che nei casi espressamente esclusi dalla legge.

2. La rappresentanza degli interessi da tutelare può avvenire ad opera sia dei soggetti singoli che di soggetti collettivi.

3. Il regolamento determina le procedure, i tempi, le forme di pubblicità, le modalità e i termini per il provvedimento conclusivo.

4. I soggetti di cui al comma 1 hanno altresì diritto a prendere visione di tutti gli atti del procedimento, salvo quelli che la legge ed il regolamento sottraggono all'accesso.

Art. 27

Regolamenti

1. Il Consiglio di Amministrazione adotta i regolamenti previsti dalla legge e dal presente statuto, salvo diversi termini espressamente previsti dalla legge, entro due anni dall'entrata in vigore dello statuto.

 

Art. 28

Norma transitoria

1. In via di prima applicazione del presente statuto, l’I.P.A.B. “Fondazione E. Muner De Giudici“ cura gli adempimenti relativi alla costituzione del consiglio di amministrazione dell’Azienda.

2. Fino all’entrata in vigore dei regolamenti previsti dal presente statuto trovano applicazione, in quanto compatibili, le disposizioni regolamentari già adottate dall’I.P.A.B. “Fondazione E. Muner De Giudici”.

3. Il Consiglio di Amministrazione dell’I.P.A.B. Fondazione “E. Muner De Giudici” permarrà in carica sino alla nomina del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda.